Migliori pratiche o no?! Facciamo confusione …

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Cosa è peggio nel fundraising: fare ciò che tutti fanno? Oppure seguire la propria strada?

La risposta è, ovviamente, dipende.

L’aspetto negativo della tendenza a “seguire le buone pratiche” ha a che fare con il comportamento del gregge e rischia di essere uno sciatto ed inefficace copia – incolla. Bisogna però dirsi che se spesso è così non lo è sempre infatti alcune buone pratiche sono effettivamente “buone”, almeno per adesso…

Le buone pratiche possono perdere la loro forza almeno per un paio di ragioni:

  • Eccessivo utilizzo: tutti fanno una certa cosa e quindi l’impiego di una certa tecnica/iniziativa/pratica non ti consente di avere l’attenzione che vorresti
  • Velocità del cambiamento: le buone pratiche rischiano di smettere di essere buone pratiche “semplicemente” perché non riescono a tenere il passo con i cambiamenti di comportamento dei donatori; questo è specialmente vero nel mondo digital

Inoltre è bene sempre considerare che alcune buone pratiche non sono effettivamente “buone”, semplicemente sono messe in atto da molta gente!

Tuttavia focalizzarsi solo su questi aspetti negativi rischia di farti perdere tempo e soldi perché alcune effettivamente sono buone pratiche. Chi riesce a fare bene il fundraising deve essere in grado di individuare quelle che per il caso su cui sta lavorando sono buone pratiche ed utilizzare con “gli occhi aperti”.

L’amara verità di ignorare le buone pratiche è che si ha molta più probabilità di fallire rispetto

Siamo coscienti che queste righe potrebbero averti creato un po’ di confusione … in effetti l’intento era quello. Il succo del ragionamento è:

PAY ATTENTION! Stai attento! Cuidado! 

Il fundraising è un vestito su misura e certamente si può avvalere delle stoffe migliori o di un certo tipo di cucitura ma si deve sempre tenere in chiarissima considerazione che non esiste, all’interno di una logica di buon fundraising, la soluzione “a stampino” che si può cioè prendere da un caso e riportare acriticamente su un altro. E’ bene chiedersi:

  • Perché sto puntando su questa buona pratica?
  • Vale la pena?
  • Quali sono i vantaggi? Quali gli svantaggi?
  • Quanto costa (in termini di soldi, tempo ed energie)?
  • Cosa voglio di “ritorno”?
  • Lo spunto è interessante ma come lo declino su questo caso?

Grimpo! si occupa di terzo settore, formazione e fundraising con la cura e la strategia necessaria per ottenere i risultati migliori. Pensi che ti possa essere utile un consulto? Contattaci:

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