Per l’uso dello smartphone in classe

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Oggi, che ne siamo o meno coscienti, diamo Internet per scontato nel senso che lo consideriamo come un dato acquisito, in maniera non troppo differente dall’accensione della luce alla pressione del tasto: nessuno di noi, in effetti, si immagina una giornata senza la Rete.

Dobbiamo però domandarci cosa significa “effettivamente ” usare Internet nel quotidiano?

Tutti i dati di cui disponiamo ci dicono che, ormai, la navigazione (a prescindere dai diversi usi in cui viene declinata) avviene per la maggior parte da un dispositivo mobile (smartphone o tablet).

Diamo un’occhiata a questo grafico:

 

trend_audience_internet_italia

Il trend è chiaro e il suo percorso, pare, già tracciato e difficilmente invertibile. Cosa significa questo? Prima di tutto che è necessario partire dalla realtà e da alcuni dati di fatto che porta con sé: la normalità è avere con sé lo smartphone e utilizzarlo. Questo vale per noi immigrati digitali ma ancora di più per i nostri studenti. Si sta verificando qualcosa che, anche solo fino a 6/7 anni fa, era difficilmente immaginabile ossia:

non si tratta più semplicemente di essere sempre connessi piuttosto serve constatare che la connessione always on implica la modifica antropologica di molti dei nostri comportamenti oltre che una diversa modalità di accesso al mondo

Questo è vero per noi “vecchi” e ancora di più per chi con la connessione sempre a disposizione ci è nato. Cosa significa questo per la scuola e per chi la fa tutti i giorni? Certamente moltissimo, specialmente per chi pensa che la scuola debba essere nel mondo e non possa significare, per i nostri allievi, qualcosa di avulso dalla realtà che quotidianamente sono chiamati a vivere e costruire.

Allora, se anche la scuola compartecipa alla costruzione del mondo e all’edificazione el futuro certamente non può prescindere dallo stato di fatto, respingendo ciò che, sino ad oggi, non aveva ancora conosciuto.

Non possiamo fare lezione come se tutto questa connettività in formato tascabile non fosse già da tempo la realtà!

Bene … e a noi docenti che, quotidianamente, ci sporchiamo le mani … cosa cambia? Cambia moltissimo innanzitutto il fatto che dobbiamo smettere di combattere i mulini a vento!

I mulini a vento della lezione tipo sono gli smartphone!

Quanto tempo e quante energie sprecate a sorvegliare che i ragazzi non sbircino i loro schermi? Tutte risorse che si potrebbero utilizzare per migliorare le nostre lezioni.

Penso che sia una lotta contro i mulini a vento perché ci creiamo un falso nemico. Considero gli smartphone in classe un falso nemico per due ragioni fondamentali:

  1. rassegnamoci al fatto che non è più possibile prescindere da loro: sarebbe come voler vietare la penna a sfera o la corrente elettrica
  2. sono dei computer collegati alla più grande rete informatica della storia e sono nella tasca dei nostri allievi: davvero vogliamo sprecare la possibilità di usare uno strumento così potente?!

Non sto negando, ovviamente, i problemi che gli smartphone in classe possono generare tuttavia, in un bilancio pregio/benefici, sono convinto (da molta pratica!) che siano molti di più i vantaggi. Quali?! Eccone alcuni:

  • cercare informazioni
  • formarsi
  • scambiarsi documenti (non sarete di quelli che fanno le fotocopie, vero?)
  • fare verifiche online che si correggono in 1 minuto
  • creare mappe concettuali collaborative
  • riutilizzare facilmente il materiale che produciamo (noi o i nostri allievi)
  • produrre materiali e test DSA friendly

e tutto questo gratuitamente!

Come si fa praticamente? L’ho scritto in vari articoli su questo blog (cerca nella categoria formazione cliccando qui) e poi ho preparato anche due ebook (che hanno un costo assolutamente simbolico): li trovi qui a destra.

Queste sono le ragioni per cui credo fermamente che si debba adottare l’uso dello smartphone in classe.

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