4 principi per l’adozione della tecnologia nell’attività didattica

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Thomas Edison ha detto una volta: “I libri saranno presto obsoleti nelle scuole pubbliche … il nostro sistema scolastico sarà completamente cambiato all’interno di dieci anni.” Abbastanza sorprendentemente, però, uno degli inventori più importanti della storia moderna, è stato smentito dai fatti. Il nostro sistema educativo infatti mostra una notevole resistenza all’innovazione e l’esperienza scolastica è cambiato molto poco nei 100 anni successivi alla previsione di Edison.

I progressi nella tecnologia dell’informazione hanno rivoluzionato il nostro modo di comunicare e di imparare in quasi ogni aspetto della vita moderna ma sembra che questa cosa non sia avvenuta per l’istruzione.
La tecnologia non è (ancora) riuscita a trasformare le nostre scuole forse anche perché il sistema scolastico è, in termini generali, affetto da un forte tasso di rigidità (sotto vari aspetti); questa è una caratteristica che collide profondamente con la carica innovativa dell’information technology. Esiste poi sicuramente anche una certa resistenza al cambiamento da parte di una quota dei docenti, probabilmente perché non riescono a comprendere quanto l’impiego delle tecnologie informatiche potrebbero facilitare e migliorare il loro lavoro.

Dobbiamo far campire agli insegnanti che la tecnologia è in grado di aiutare i loro studenti ad imparare e loro ad insegnare meglio e con meno sforzo

Proponiamo quindi quattro principi per l’adozione della tecnologia nell’attività didattica:

  1. La scuola deve impiegare le tecnologie che potenziano il lavoro dei docenti: gli insegnanti rifiutano giustamente quelle tecnologie che deviano l’attenzione dalle loro indicazioni. Le tecnologie giuste sono quelle che permetto ai docenti di fare di più con meno risorse. Le tecnologie in grado di migliorare il lavoro dei professori sono quelle che permettono di utilizzare il mobile  anche per valutare gli allievi e per fornire, per esempio, un database delle lezioni.
  2. Gli insegnanti dovrebbero utilizzare la tecnologia come parte integrante delle lezioni. Solo in questo modo, ossia dismettendo la prospettiva per cui l’apporto tecnologico alla preparazione o alla fruizione delle lezioni sia qualcosa di opzionale, è possibile sfruttare appieno tutto il potenziale delle tecnologie in ambito didattico.
  3. Gli insegnanti non devono temere tecnologie open-source. Molti credono, erroneamente, che le tecnologie di formazione siano costose e complicate da usare. Invece le tecnologie open-source sono stabili, sicuri e molto spesso compatibili con altre piattaforme o tra di loro. Si tenga ben presente che le organizzazioni sia piccole che grandi utilizzano tecnologie open source quotidianamente. Si deve sempre ricordare che molto spesso i prodotti open source hanno grandi comunità che forniscono una sorta di supporto clienti di alta qualità. E poi il tratto forse migliore degli strumenti open source: sono economici o gratuiti!
  4. I Dirigenti scolastici devono capire che la digitalizzazione didattica è un fattore di risparmio e di efficienza: i docenti che usano consapevolmente e pro-attivamente la strumentazione digitale (largamente intesa) riescono a fare più cose, meglio e in meno tempo riuscendo a produrre risultati migliori sugli studenti e, di fatto, diminuendo i costi a carico della struttura scolastica. C’è qualcosa di meglio?

Ovviamente questi sono principi ossia dei punti di partenza che possono essere declinati in maniera specifica per ogni realtà. Restano tuttavia degli assunti di base, dei punti per iniziare o degli orizzonti verso cui muoversi. Il dato di fondo resta immutato:

non si tratta di capire SE digitalizzare la didattica piuttosto di capire QUANDO e COME

Grimpo! ha già aiutato altre scuole ad intraprendere o proseguire su questa strada e mette a disposizione il suo know-how. Un incontro gratuito e senza impegno è un’occasione per conoscerci e per saperne di più. Contattateci:

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